Quattro foto da identificare. I (continua)

Quattro foto da identificare. I (continua)

Le foto non identificate di un archivio sono messe da parte ad ogni tentativo di riordino, spesso vano. Vengono presto dimenticate salvo riapparire al tentativo successivo, ogni volta aumentando di numero. Ne propongo 4, per cominciare a svuotare il mare con un bicchiere.

1) Nel frontespizio appare una sport in tutta probabilità opera della Carrozzeria Colli. Ma quale macchina?

telai 12

2) Telaio seconda metà anni ’20, inizio anni ’30?

 

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3/4 ) sport a motore BMW 750 “motocarrozzetta Wehrmacht”, secondo dopoguerra. Non una Nardi-Danese.

5 thoughts on “Quattro foto da identificare. I (continua)”

  1. Colombo Alessandro says:

    La vetturetta con motore BMW non è per caso quella di Taraschi?

    1. Silva Alessandro says:

      No, la realizzazione è molto più rozza.Spero che il link ad una foto del telaio della prima Urania di Taraschi funzioni:
      http://www.aisastoryauto.it/wp-content/uploads/2018/02/urania21.jpg

  2. Dino Brunori says:

    foto 1
    Roselli Colli Fiat 1100 1949/1950. Telaio tubolare, motore Fiat 1100B con testate cilindri emisferica come da progetto ing.Roselli, parte meccanica assemblata nella officina milanese di Tinarelli (o Volpini, entrambe le officine lavoravano per Colli) carrozzeria Colli

  3. Michele P. Casiraghi says:

    Una lunga dissertazione sulla prima auto, con carrozzeria Colli, si può trovare qui: http://www.velocetoday.com/mystery-car-unraveled/

    1. Silva Alessandro says:

      La macchina dell’articolo segnalato da Michele e quella identificata da Brunori sono due macchine diverse, a meno che la seconda non sia un rifacimento della prima. La macchina di Bonetto, una 1100 Volpini Roselli Colli,è del 1946. Brunori pone la sua nel 1949-50. Vi erano nel periodo altre macchine molto simili carrozzate dai Colli. Ne ricordo una per un cliente svizzero, credo motorizzata BMW. La macchina della foto mi sembra anche di passo più lungo. Non credo che le palpebre dei fari siano un elemento di identificazione sufficiente. Quanto all’articolo, è effettivamente una lunga dissertazione ma molto superficiale. La prima metà consiste in elucubrazioni fasulle con tanti nomi scaricati qua e là (dropping names si dice in inglese), la seconda è un lungo sommario del testo di Curami fatta da qualcuno che non l’ha compreso perfettamente.

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