Addio a Dino Govoni

Articolo pubblicato il 19-04-2022

Addio a Dino Govoni

Il nostro Socio Danilo Castellarin ci invia questo ricordo di Odoardo Govoni, pilota Gentleman, spentosi ieri.

Il mattino di lunedì 18 aprile 2022 si è spento nella sua casa di Cento (Ferrara) Odoardo Dino Govoni, vincitore di numerosi titoli italiani ed europei conquistati in due distinte stagioni sportive, la prima, quella della gioventù disputata dal 1952 al 1965 e la seconda dal 1973 al 1982.

Avrebbe compiuto 91 anni il prossimo luglio ma da alcuni giorni la sua patologia -già aggravatasi dallo scorso autunno quando aveva dovuto rinunciare alla partecipazione a ‘La stagione dei Gentlemen Drivers’ organizzata da Aisa al Museo Fratelli Cozzi di Legnano sabato 20 novembre 2021- era peggiorata.

Aveva iniziato a correre alla Mille Miglia del 4 maggio 1952 su Fiat 1100 TV con l’amico Ermete Gamberini ma non tagliò il traguardo. Identico destino due anni dopo, nel 1954. E anche nel 1956 quando corse su Giulietta Sprint. Andò meglio nel 1957 quando tagliò il traguardo a Brescia 5° di classe e 22° assoluto su Maserati AGGCS. Govoni acquistò poi una Maserati 200SI e a fine 1958 portò a casa il primo Trofeo della Montagna, categoria Sport, classe due litri. Non gli bastava. E si misurò anche sulle Formula Junior che all’epoca avevano richiamato molti giovani agguerriti, distinguendosi sempre, nonostante il marcato agonismo, per il suo carattere affabile e gioviale.

La carta vincente, quella che molti chiamano la “corsa della vita”, Govoni la calò domenica 20 settembre 1959 vincendo la Pontedecimo-Giovi su Maserati Birdcage battendo la Ferrari Dino Sport 196 di Giorgio Scarlatti.

Raccontò con queste parole quella bella impresa. “Avevo visto in un salone la Birdcage con la quale Stirling Moss aveva corso a Rouen e convinsi Omar Orsi a vendermela a quattro milioni e duecentomila lire. Pochi giorni prima della gara andai a provarla a Modena. Ferrari naturalmente lo venne a sapere e iscrisse alla Pontedecimo-Giovi, tanto per parare il colpo, Giorgio Scarlatti sulla Dino 196.Andiamo bene, pensai fra me, già ho delle difficoltà perché non conosco la macchina e per giunta la Ferrari manda anche uno come Scarlatti che l’anno prima aveva fatto il record…”.

Alla fine vinse Govoni, infliggendo cinque secondi al rivale che, attraverso la Scuderia Castellotti, molto legata a Maranello, presentò reclamo. Ma le verifiche confermarono la regolarità della Birdcage e la vittoria fu ancora ancora più clamorosa. “Gli avessero dato un pugno sul naso sarebbero stati più sorridenti e tornarono a casa con le pive nel sacco. Gli stava proprio bene”, sorrise raccontandomi quell’episodio cinquant’anni dopo.

Dopo altre affermazioni, Ferrari lo cercò. La storia di quell’abboccamento è ben narrata nell’ultima monografia AISA n. 130. Dopo un ritiro durato dal 1965 al 1973, tornò a correre con una De Tomaso Pantera e vinse oltre 70 corse europee di velocità in circuito, partecipando anche a due Giri d’Italia.

La sua scomparsa segna un lutto profondo non solo per la famiglia, alla quale AISA partecipa le sue condoglianze, ma per un’irripetibile dimensione sportiva della quale Odoardo ‘Dino’ Govoni fu tra i massimi e benvoluti interpreti.

Danilo Castellarin

3 thoughts on “Addio a Dino Govoni”

  1. romolo raimondi says:

    ciao Dino. Siamo tutti un po’ più tristi senza di te ma è stato un grandissimo piacere poter correre condividere la partenza a qualche edizione della Bologna Raticosa storica.

  2. Walter Gualdrini says:

    Ciao, OdoarDino Govoni… Sei stato il Re della montagna, ma non solo. Sei sempre stato uno sportivo leale, agguerrito e motivato, con una parola buona per tutti, colleghi, amici ed avversari. Ricorderò sempre la tua simpatia e l’accoglienza che riservasti a me ed al mio collega Daniele Neri, a casa tua, per una intervista che non dimenticherò mai. Non scorderò il tuo racconto della vocazione sportiva che avevi fin da giovanissimo e che ti suggeriva di dedicarti…al ciclismo, per via del tuo naso che, dicevi, ricordava quello del tuo idolo Fausto Coppi. Poi, un sabato mattina, passando per Viale Ciro Menotti, a Modena, vedesti una fiammante Maserati Bird-Cage e…La comprasti. Il mattino successivo, partecipasti alla tua prima gara in salita e…la vincesti. Quel giorno nacque il Campione Dino Govoni! E ricorderò sempre il piacere col quale accoglievi i miei inviti alle nostre manifestazioni, sia del Club Maserati che della Scuderia San Giorgio di Ferrara, coi tuoi colleghi Maria Teresa de Filippis, Gigi Villoresi e Toulo de Graffenried . E’ scomparso il Re della Montagna, ma nessuno lo scorderà mai !

  3. edoardo says:

    Ho avuto occasione di conoscere Odoardo suo terreni di gara tanto tempo fa e posso senza dubbio dire che era un ” gentleman driver ” veramente GENTLEMAN, allora tra i corridori si era tutti amici, ma lui era forse più degli altri, sempre disponibile per consigli a tutti CIAO chi ti ha conosciuto non potrà dimenticarti EDO

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