Jim Clark

AISA RICORDA JIM CLARK

Sabato 16 febbraio 2019 il Museo Nazionale dell’Automobile a Torino ha accolto circa ottanta Soci e appassionati per ascoltare  gli inizi, i successi, la tragica fine di Jim Clark (1936-1968) giustamente passato alla storia dell’automobilismo come uno dei più grandi piloti di sempre.

Due i relatori di eccezione:

–          Graham Gauld, scozzese, ha conosciuto Jim Clark quando a 18 anni disputò le prime corse locali in Scozia e lo ha poi seguito nella carriera diventandone il biografo ufficiale.

–          Gianni Cancellieri, grande giornalista, storico, autore di molti libri sulla storia del  motorismo, nella sua lunga carriera giornalistica direttore di Autosprint e Ruoteclassiche.

Ne è uscito un quadro sorprendentemente nuovo di un pilota su quale è stato scritto moltissimo.

Gauld ha ripercorso gli inizi della crescita automobilistica di Jim Clark citando fatti e fatterelli di cui è stato testimone diretto grazie all’amicizia con lui. Ha raccontato di come Clark, timido nei primi anni, fosse poi diventato un donnaiolo: sempre con la classe e la compostezza che lo distinguevano nella vita e  al volante. Ha approfondito con particolari inediti le sue presenze alla 500 Miglia di Indianapolis: cinque con una vittoria e due secondi posti.

Cancellieri  ha descritto le corse e le vittorie, tutte sulle Lotus di Colin Chapman. Dal 1960 al 1968  Clark ha disputato 72 prove del Campionato Mondiale F1 vincendone 25 (35%), ha ottenuto 33 pole positions (46%), 28 giri più veloci (39%), 274 punti mondiali. Ha conquistando due titoli mondiali piloti F1 nel 1963 e 1965 mancando di poco quello del 1962.

Le relazioni di Cancellieri e Gauld, arricchite da diecine di fotografie (molte inedite) e disegni, un ricordo inviato da Enrico Minazzi e testi tratti da libri scritti da Jim Clark stesso e Jackie Stewart vengono pubblicate nella Monografia Aisa 121 a cura dei Soci Alessandro Sannia – Società Editrice Il Cammello e Donatella Biffignandi.