Piero Taruffi Ingegnere

Piero Taruffi Ingegnere

Un incontro sul tema “Piero Taruffi ingegnere” si è tenuto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Viterbo il 12 maggio scorso.

VI.3 taruffi

Piero Taruffi è una delle figure più versatili dello sport del motore italiano del ‘900. Ingegnere progettista e pilota, Taruffi fu anche un direttore sportivo, consulente tecnico, collaudatore, autore, istruttore di guida veloce di successo.

Fu pilota motociclista e di auto a livello di Gran Premio. Nelle corse auto fu pilota ufficiale di Scuderia Ferrari, Maserati, Bugatti, Scuderia Torino, Cisitalia, Alfa Romeo, Ferrari, Lancia, Mercedes Benz, ThinWall & Vanwall e General Motors e in diversi periodi anche di alcune sue Maserati personali mentre come motociclista il suo nome è legato ad una Norton di sua proprietà da lui modificata e alla romana Rondine, che divenne, dopo vicende societarie, la famosa Gilera 500 4 cilindri. Taruffi è stato vincitore di 23 su 42 corse motociclistiche disputate (tra cui un GP delle Nazioni classe 500 a Monza sulla Norton) nel periodo 1925/1937 e di 42 corse automobilistiche su 162 disputate nel periodo 1923/1957. Tra esse il Gran Premio di Svizzera valido per il Campionato del Mondo piloti nel 1952, una Carrera Panamericana nel 1951, la Targa Florio del 1954 e due Giri di Sicilia nel 1954/55. La sua carriera di pilota si concluse con la vittoria nell’ultima Mille Miglia nel 1957. Fu direttore sportivo alla Gilera dal 1937 al 1939 e dal 1950 al 1955 e dell’americana Scuderia Camoradi nel 1961 e collaudatore alla Gilera e alla Cisitalia.

L’Ingegnere Piero Taruffi era un prodotto dei corsi di laurea in Ingegneria Meccanica delle Facoltà di Ingegneria italiane in un periodo (1930/1960) in cui esse non solo diplomarono alcuni insigni progettisti assurti a celebrità mondiali, ma alcune generazioni di numerosi tecnici di solidissima preparazione, capaci di sia di progettare che di seguire l’applicazione pratica dei loro disegni.

Piero Taruffi fu uno di questi. Gli inizi riguardarono l’applicazione di alcuni semplici principi aerodinamici alla sua Norton 500 insieme ad una revisione della ciclistica secondo criteri scientifici. Ciò rese la sua moto la più veloce della classe 500 in Italia. Nel progetto Rondine, Taruffi si occupò della ciclistica e della sovralimentazione. Alla Gilera ricoprì oltre a quello di direttore sportivo l’incarico di direttore del reparto sperimentale, il che lo portò a partecipare attivamente alla realizzazione della moto Rondine-Gilera che migliorò il record mondiale assoluto di velocità nel 1937 (si veda la recente Monografia AISA n. 115 per i dettagli).

Nel dopoguerra Taruffi lavorò per la Cisitalia come ingegnere di macchina e pilota collaudatore mettendo in pista la D46 monoposto alla fine del 1946 e gli spider e coupè progettati da Savonuzzi per la Mille Miglia del 1947.

Il suo progetto più famoso e´costituito dai “Bisiluri” Tarf I e Tarf II. Queste vetture da record applicano gli studi aerodinamici teorici di Ising e von Koenig-Fachsenfeld del 1941. Il grande merito di Taruffi è di avere realizzato l’unica applicazione valida conosciuta di tali principi (gli altri bisiluri furono tutti dei grandi falllimenti) basati sulla ricerca di una sezione frontale del veicolo il più ridotta possibile. Il Tarf I fu terminato alla fine del 1948. Destinato ai record per le piccole cilindrate il Tarf I raggiunse al suo primo tentativo la velocita’ di 207 km/h con un motore Guzzi 500 di serie da 40hp! 33 ulteriori record internazionali per le classi 350, 500 e 750 seguirono con motorizzazioni Gilera nel periodo 1949/1957. Il Tarf II era di dimensioni maggiori, motorizzato Maserati 4 cilindri con compressore da 1.7 litri. Costruito nel 1951 batté 9 record internazionali per la classe 2 litri raggiungendo una velocità di punta di 313 km/h.

 

 

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Tarf II e I

Le due vetture esistono ancora; il Tarf I al MAUTO di Torino, il II al Museo Louwman di Amsterdam (con motorizzazione apocrifa Ferrari V6 Dino).

Il filo conduttore che condusse Taruffi a ricevere prestigiosi incarichi di consulente tecnico a livello internazionale ha probabilmente origine da questi progetti e dalla conduzione ricca di successi della squadra Gilera nel Campionato del Mondo. Tra le consulenze vanno annoverate quella per le Formula 1 Mercedes-Benz (anche pilota, 1955), Vanwall (anche pilota, 1956), General Motors per il prototipo di Chevrolet Corvette (1957) ed una presso la BRM con doppio collaudo per la Formula 1 tipo P25.

Relatori sono stati Valerio Moretti che ha tratteggiato il profilo di Taruffi uomo e corridore motociclista e i soci AISA Rino Rao (Taruffi pilota di auto nell’anteguerra) e Alessandro Silva (Taruffi ingegnere e pilota nel dopoguerra). L’incontro si è concluso con un intervento di docenti e studenti a proposito del progetto per la costruzione di una vettura monoposto per la Formula SAE presso il loro Dipartimento (v. Formula SAE Italy | Ata). La vasta partecipazione di giovani ha reso assai piacevole la manifestazione.

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