L’Aurelia che voleva diventare una F1

L’Aurelia che voleva diventare una F1

Aldo Zana ci fa pervenire un profilo della  Lancia Marino F1 redatto in occasione della partecipazione al Monaco GP Historique del 2012 e corredato dalle sue foto.

Gran macchina la Lancia Aurelia B20: nella versione con tettuccio abbassato e carrozzeria in alluminio mancò la vittoria alla Mille Miglia 1951 per una ventina di minuti su 13 ore. Guidata da Giovanni Bracco e Umberto Maglioli, concluse al secondo posto dietro la Ferrari 340 America Vignale di Gigi Villoresi-Pasquale Cassani. E vinse su tanti circuiti.

Forse questi risultati diedero l’ispirazione a Marino Brandoli, geniale meccanico e buon pilota degli anni Quaranta, per costruire una monoposto F1 spinta dal motore della B20. Nel 1953, Brandoli, nato a Modena nel 1908 e trasferito a Torino, iniziò a lavorare sul motore, aumentandone la cilindrata a 2.451 cc e, tramite un carburatore Weber doppio corpo o un tricorpo Solex, a seconda del tipo di corsa, ne ricavò 142 CV. Trasmissione, differenziale e cambio erano originali Lancia, così come i freni a tamburo.

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Il telaio in tubi di acciaio al molibdeno pesava 61 kg. Con la carrozzeria disegnata da Giovanni Michelotti, ispirata alla Ferrari 555 Supersqualo, pesava 660 kg senza il carburante.

Per confronto, la Lancia D50 montava un motore V8 da 250 CV e pesava, senza carburante, 620 kg. Ovvio che Marino Brandoli non avesse alcuna possibilità di essere competitivo in F1, ma guidò la sua monoposto per un paio d’anni con buoni risultati nelle corse in salita.

Il 28 aprile 1957, fu in griglia, in undicesima posizione, al GP di Napoli sul circuito di Posillipo, dietro Ferrari ufficiali, Maserati 250F di privati, una Gordini e una Connaught ufficiali e altre vetture artigianali, tra le quali la Ferrari 166 modificata da Bernardo Taraschi. Brandoli dovette fermarsi al nono giro per la rottura di una canalizzazione del raffreddamento.

Gigi Brandoli, figlio di Marino, ha curato il restauro della monoposto con la passione e la cura che è giusto riservare ai gioielli di famiglia. Ha montato un motore originale dell’epoca, ma che non è quello più potente, usato da suo padre nelle gare più veloci: è stato rubato nei primi anni Sessanta e mai ritrovato.

Gigi ricorda anche che suo padre era in contatto con la Lancia per ottenere un vero motore da competizione, quello montato sulle Sport D24. Ma non se ne fece nulla perché la Lancia chiuse con le corse nel 1955. [Beppe Gabbiani al volante]

Si veda anche

http://www.aisastoryauto.it/di-cosa-parliamo-oggi/lancia-monoposto-speciale-anni-50/

sulla speciale monoposto a motore Lancia ancora non identificata.

5 thoughts on “L’Aurelia che voleva diventare una F1”

  1. Lorenzo Boscarelli says:

    Una precisazione: la Lancia Aurelia B20 che Giovanni Bracco e Claudio Maglioli portarono al secondo posto nella Mille Miglia del 1951 non era una delle versioni in alluminio con tetto ribassato, ma una normale B20, preparata adeguatamente, si deve supporre. La stessa macchina (o meglio, una vettura con lo stesso numero di targa) partecipò poi alla 24 Ore di Le Mans dello stesso anno, con lo stesso equipaggio, finendo davanti alle Ferrari della sua categoria.

  2. Luigi Brandoli says:

    Si potrebbe integrare la motivazione per la realizzazione delle Lanciamarino F1 e sport, una miglior definizione delle caratteristiche delle vetture che ad esempio la F1 partecipò al Gran Premio di Napoli nel 1957 –

  3. Silva Alessandro says:

    Abbiamo invitato il Signor Brandoli a fornirci le motivazioni ed i dati di cui parla.

  4. Silvano Cima says:

    La Lancia B20GT per me resta un mito ineguagliabile. Io ne ho posseduta una 3° serie con la quale nel 1996 ,grazie al fatto che il grande Gamberini di Bo riuscì a portarmi il motore a 155 cv. con doppio carburatore Nardi, vincendo 5 prove su 6 del campionato Italiano Rally Auto Storiche, riuscii a piazzarmi al 1° posto nella classe oltre 2000. Grande Aurelia! Motore eccezionale. Peccato che il caro Marino Brandoli non avesse avuto quei 12 cv in più che ho avuto io…chissà, sapendo che lui era senza dubbio più bravo di me, quali risultati avrebbe potuto acquisire?

  5. Luigi Brandoli says:

    Nei sei mesi del 1954 vennero realizzate due vetture che montavano il motore di base Aurelia B20 cc,2500 e il gruppo dedion buton posteriore – Ambo le vetture F1 e sport vennero realizzate con lo scopo di poter realizzarne un certo numero per poter portare dei giovani piloti dal settore granturismo allo sport vero e proprio con costi accettabili e per generare esperienza preparatoria su pista e su corse in salità -alcune informazuioni più approfondite su http://WWW.Lanciamarino.it

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