Lancia Aprilia e Carrozzieri

Lancia Aprilia e Carrozzieri

15.1.

La Lancia Aprilia è una di quelle automobili la cui linea, prodotto di una ricerca tecnico-aerodinamica assai spinta, si pone al di fuori dei canoni del suo tempo e presenta proposte e soluzioni nuove e spesso rivoluzionarie. Queste soluzioni contribuiscono decisamente all’evoluzione estetica delle carrozzerie e a quella del gusto del pubblico.

E’ quindi sorprendente che più del trenta per cento dei telai Lancia Aprilia prodotti sia stato destinato alla realizzazione di vetture fuori serie. Una quantità che sembra sproporzionata nei numeri tenendo conto delle grandissime qualità della berlina di serie (furono prodotti circa 7000 telai “nudi” su un totale di 20000).

I telai destinati ai carrozzieri non potevano ovviamente mantenere la cassa autoportante originale, quindi vennero posti in produzione dei telai in lamiera scatolata piuttosto anonimi, sospesi dai gruppi di serie. Questi telai erano disponibili con diverse misure di passo e, nel caso del passo più lungo, la complessa, ma tecnicamente elegantissima, sospensione posteriore a ruote indipendenti era sostituita da un più rozzo assale rigido. Alcune realizzazioni furono prodotte in piccola serie, la più nota essendo forse l’Aprilia Bi-lux berlina di Pininfarina, che produsse anche diversi cabriolet di linea assai nitida. Ebbero anche abbastanza successo delle Station Wagon di Ghia e Viotti, ma in generale i risultati furono poco memorabili e in alcuni casi molto discutibili, come nel caso della piccola serie di cabriolet degli Stabilimenti Farina qui rappresentata, con foto tratte da Auto Italiana del 1/11/1946.

A quali effettive esigenze di mercato corrispondeva questo apparente eccesso di produzione di Lancia Aprilia fuori serie e, più in generale, l’ “esplosione” delle carrozzerie italiane nel secondo dopoguerra?

 

Out of 20000 Lancia Aprilia produced, 7000 were bare chassis for the use of the many Italian coachbuilders. It is a very large proportion for such an excellent car in the standard version: special bodies were often ugly as in the photo, and performances inferior. This apparent excess of production answered to particular demands from the market? If so, which ones in the case of the Lancia Aprilia and more generally for the enormous production of special bodies in the post WW-II Italy?

5 thoughts on “Lancia Aprilia e Carrozzieri”

  1. Claudio Lodovico Bonfioli says:

    Credo che, semplificando al massimo, la Storia dell’automobile possa essere suddivisa in 4 “ere”.
    La pionieristica, dagli albori alla prima guerra mondiale, l’età’ dell’oro tra la prima e la seconda guerra mondiale, l’era della diffusione di massa che oggi è’ anche era dell’efficienza e sicurezza a discapito della bellezza, dal secondo dopoguerra a oggi. È’ dunque abbastanza comprensibile che chi poteva permettersi un prodotto tecnologicamente all’avanguardia in quest’ultima desiderasse distinguersi da un punto di vista estetico, anche rinunciando a finezze tecniche non visibili e spesso con risultati discutibili
    D’altronde, come in altri campi del comportamento umano la competenza tecnica e il buon gusto sono sempre stati appannaggio di pochi e spesso disgiunti dalla Disponibilita’ finanziaria.

  2. gian carlo ciceri says:

    Il momento storico molto particolare degli anni che seguono la fine della seconda guerra mondiale, con la possibilità di tornare nuovamente a coltivare il gusto del bello e dell’esclusività anche nel campo automobilistico, è probabilmente uno degli elementi che danno vitalità all’attività dei carrozzieri italiani in questo periodo; la produzione “di serie” è peraltro ancora incentrata su modelli (alcuni ormai stlisticamente obsoleti che servono principalmente a rimettere in moto le linee produttive, più che a soddisfare le aspettative di cui sopra. Questo genera un’enorme attività delle carrozerie italiane (anche se non sempre di elevato pregio stilistico) che si protrarrà almeno fino a metà degli anni sessanta.

  3. Michele P. Casiraghi says:

    Più che sorprendente trovo questa grande quantità di fuoriserie rappresentativa della sua epoca e del tipo di vettura che era la Aprilia.
    Negli anni cavallo della guerra chi era in cerca di un’auto fuoriserie non aveva che una manciata di possibilità: Alfa Romeo, Astura e Fiat 2800 erano riservate a ben pochi facoltosi clienti, Fiat 1100 e Lancia Ardea avevano poco appeal, e sicuramente Fiat 1500 e Lancia Aprilia erano le due scelte più sensate.
    Tra le due la Aprilia poteva vantare un marchio sicuramente più esclusivo, oltre a migliori prestazioni e una tecnica più raffinata, e diventava la scelta privilegiata. Da qui il grandissimo numero di fuoriserie nate su questa base.
    In più, dopo la guerra, il design non più nuovissimo, fu il pretesto per versioni come la Bilux.

    Sarebbe piuttosto interessante capire la divisione tra serie e fuoriserie di altri modelli dell’epoca, prima tra tutti la Fiat 1500.

  4. Paolo Giusti says:

    La spiegazione è più semplice di quanto si pensi: la Lancia non ha mai prodotto in fabbrica le versioni coupè e cabriolet, nè le versioni speciali di nessun modello. Dunque gli autotelai, 4 diversi tipi in 16 anni di produzione, furono necessari sia per i modelli standard inseriti nel listino prezzi ufficiale
    (cabriolet, berlina 7 posti, berlina lusso), sia per i modelli fuoriserie.
    Lo stesso discorso vale per la Fiat 6C1500.

  5. Nicola esposito says:

    Sono molto contento di aver trovato, dopo tanti anni, una foto di una aprlia, quasi identica a quella posseduta da mio padre, all’inizio degli anni 50.
    La nostra non era decappottabile, ma aveva quattro fari incassati, la griglia è quasi identica e dietro aveva anche due strapuntini.
    Se avete altre foto vorrei vederle

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