Curiosità Ferrariana.

Curiosità Ferrariana.

Una delle pagine della vita di Enzo Ferrari che hanno fatto versare più inchiostro è la sua “fuga” alla vigilia del Gran Premio di Francia (de l’ACF) del luglio 1924 a Lione. Nonostante la pletora di supposizioni non ne conosceremo mai la ragione.

Il periodo che va da quella data al ritorno alle corse ad Alessandria nel maggio 1927 è un periodo di vita modenese, di stabilizzazione degli affari e di pacifica partecipazione alle vicende associazionistiche sportive cittadine (ad esempio la fondazione dell’Automobile Club).

Dal 1923 (con registrazione alla Camera di Commercio del 9 gennaio n. 10123) Ferrari era titolare dell’Agenzia Generale Automobili Alfa Romeo Enzo Ferrari, la cui prima sede era situata in piazzale del Carmine. L’Agenzia continuò ad operare fin dopo la fondazione della Scuderia.

Tuttavia affinché l’abbandono di Lione non inficiasse il rapporto con l’Alfa Romeo si puo’ pensare che Enzo si sia dovuto dare un po’ da fare.

Infatti si sa che ospitò la squadra Alfa il 14 maggio del 1925 per una cena a Modena, presenti i più importanti sportivi locali e qualche dignatario, in occasione di una sgambata di primavera della P2 sui tornanti del Poggio di Berceto, presenti Antonio Ascari, Campari e Jano, con relativo discorso finale (come riporta il Corriere dell’Emilia).

Le due foto che accompagnano questa nota mostrano Enzo Ferrari al Gran Premio d’Italia dell’Ottobre precedente. Enzo è raffigurato alcuni passi dietro le spalle di Antonio Ascari in due occasioni poco prima della partenza. In una mentre Ascari fa colazione davanti al box Alfa con Campari e Jano sullo sfondo, nell’altra dietro la P2 di Ascari che si allinea con il piccolo Alberto nel posto di guida e il padre e Ramponi ai due fianchi della macchina.

Enzo Ferrari non era nella lista di invitati al box Alfa Romeo (che è nota) nè appare nelle foto ufficiali (vedi questo link http://www.aisastoryauto.it/di-cosa-parliamo-oggi/foto-di-gruppo-alfa-romeo-1924-identificazione/ ). Un altro agente Alfa Romeo, il fiorentino Presenti invece vi compare: era il pilota di riserva di Campari e guidò per qualche giro.

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Necessità di dimostrare il proprio attaccamento? E la tuta e gli occhialoni erano semplicemente una mise dello sportivo dell’epoca?

O più probabilmente queste considerazioni sono solo il pretesto per mostrare due foto bellissime. (a.s.)

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